ELEZIONI. PIZZOLANTE ALL’ATTACCO: LEGA NEOFASCISTA, M5S DISONESTO

source link “La coerenza per noi e’ stare a sostegno dell’attuale coalizione di governo contro i populisti e gli estremisti” di Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Sergio Pizzolante, candidato alla Camera nel centrosinistra per Civica popolare, con l’agenzia Dire mette in fila gli avversari del 4 marzo. Non dimenticando nemmeno Liberi e uguali e in particolare Vasco Errani, fuoriuscito dal Pd, dice Pizzolante, con l’obiettivo di far vincere la Lega Nord a Ravenna. Cinque anni fa, ragiona il parlamentare uscente, si parlava di “spread, sacrifici e dell’Italia focolaio della crisi dell’Europa. Noi abbiamo salvato il Paese, mettendo l’impresa al centro”: cosi’ la produzione industriale e’ salita dell’11%, e’ stato creato un milione di posti di lavoro, di cui il 50% a tempo indeterminato”. Tra gli avversari c’e’ invece “chi giustifica chi spara”, come fatto da Matteo Salvini dopo i fatti di Macerata, portando a dissociarsi sia Roberto Maroni sia Gianni Fava. Per l’assessore regionale lombardo la Lega e’ diventato un “ricettacolo di estremisti e parafascisti”. Il Carroccio, attacca Pizzolante, e’ un “movimento estremista e neofascista che mi fa orrore, un grande pericolo”. Sommati “populisti ed estremisti” potrebbero arrivare al 50% in Italia ma “nessuno lancia l’allarme”. Il parlamentare riminese critica anche la scelta della “signora Mazzoni”, al secolo Erminia, che dopo avere sostenuto il governo “all’ultimo secondo si inventa una lista per tornare nel centrodestra”. E poi si concentra sul Movimento 5 Stelle. Non credo si siano suicidati” con l’affaire “rimborsopoli”, sostiene, tuttavia a Rimini c’e’ il caso Giulia Sarti, autosospesa, a Ravenna quello di David Zanforlini, in odore di massoneria e sospeso. “Casi diversi che pero’ raccontano la natura iperpopulista dei 5 Stelle”. Come scrive lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, il populista e’ “chi dice bugie, chi costruisce il proprio successo sulle menzogne, su una doppia, tripla morale”. E, come sostiene Benedetto Croce, “la disonesta’ intellettuale non e’ da meno di quella pratica”. Insomma i pentastellati sono “disonesti intellettualmente, parlano di sobrieta’ e diversita’, salvo poi ingrossare rimborsi e scontrini”. Cosi’ il leader Luigi Di Maio arriva a “8-9.000 euro. Il tratto identitario e’ falso”. Certo, prosegue nella sua analisi, “dietro hanno un pensiero forte”, la democrazia diretta di Rousseau, che si evolve in tirannia. Ecco perche’ hanno messo in campo “un’operazione di demolizione del Parlamento e della figura del parlamentare. E ci sono riusciti, con i rimborsi funzionali a questo obiettivo”. Per quanto riguarda invece il legame con le logge, Pizzolante non ha nulla contro la massoneria, ma non si puo’ invocare la trasparenza e poi candidarne un esponente che ora spara a zero sul Movimento”. Dunque, tira le somme Pizzolante, “ce n’e’ abbastanza perche’ i romagnoli sappiano chi votare”. Dire.it