Ocean Viking, Pd all’attacco: “Deve entrare in porto italiano”

Dopo aver toccato terra, saranno trasferiti in due Paesi dell’Unione Europea. Non si sa però di quali nazioni si tratti e il governo dell’isola fa sapere di aver autorizzato lo sbarco dopo che la ong ha accettato di far cadere una protesta formale contro La Valletta. Con l’insediamento del Conte bis Sea Eye sperava che il divieto di ingresso in acque territoriali italiane, emanato dal Viminale di Matteo Salvini, potesse essere annullato. Ma il decreto Sicurezza bis, che è ancora in vigore, permette l’approdo soltanto a chi versa in condizioni fisiche e psicologiche disperate. “Il messaggio è chiaro: si scende solo se si hanno gravi dolori fisici, se si impazzisce o se si tenta il suicidio – denuncia la ong -. Se si utilizzano le politiche dell’ex ministro dell’Interno leghista per dimostrare che non c’è bisogno di lui per bloccarci, si fa comunque in modo che il suo obiettivo venga raggiunto”.

Critiche al no all’attracco sono arrivate anche dalla maggioranza Pd-M5s. “Il primo atto del nuovo governo è chiudere i porti, chiedo di correggere subito questo errore”, afferma l’esponente della direzione nazionale del Partito democratico, Matteo Orfini. Resta invece in stallo la sorte della Ocean Viking. La nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere è ancora in attesa con a bordo 84 sopravvissuti. Di questi, 34 sono stati salvati il 9 settembre dal veliero Josefa, ma la situazione sulla barca a vela della piccola ong tedesca Resqship, grande 14 metri, era diventata troppo pericolosa ed è stato necessario il trasbordo. Provengono da Nigeria, Senegal e Guinea, hanno alle spalle storie di recenti torture e privazioni. Tra loro anche 18 minori e 7 donne di cui in stato di gravidanza. Alla richiesta di un porto sicuro non hanno risposto né Italia né Malta.

Sulla vicenda è intervenuto il segretario Pd, Nicola Zingaretti, che ieri sera a diMartedì ha dichiarato: “La Ocean Viking “per me deve entrare senza se e senza ma” in un porto italiano”.

Intanto la presidente eletta della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nella sua lettera di mandato al greco Margaritis Schinas, ex responsabile della comunicazione della Commissione ed ex deputato del Partito popolare europeo, nominato vicepresidente con delega alla migrazione, chiede di “lavorare su un nuovo patto per la migrazione e l’asilo. Dobbiamo tenere presente tutti gli aspetti – scrive -, inclusi i controlli alle frontiere esterne, i sistemi di asilo e di rimpatri, l’area Schengen per la libera circolazione e lavorare con i Paesi terzi”. Il Giornale.it