Rimini. CONTRASTO ALLE FRODI IVA CONCLUSA L’OPERAZIONE “FREE COFFE” 3 MILIONI DI EVASIONE NEL SETTORE DEL CAFFE’ ESECUZIONE SEQUESTRO PER 137 MILA EURO

CONTRASTO ALLE FRODI IVA

CONCLUSA L’OPERAZIONE “FREE COFFE”

3 MILIONI DI EVASIONE

NEL SETTORE DEL CAFFE’

ESECUZIONE SEQUESTRO PER 137 MILA EURO

 

Le Fiamme Gialle di Rimini hanno dato esecuzione alla fase finale di una operazione di polizia economico-finanziaria, a contrasto delle frodi fiscali, che vede, quale principale soggetto coinvolto, il rappresentante legale di una impresa operante nel settore della lavorazione e commercializzazione del caffè.

 

Alla fine delle articolate indagini è risultato che una società con sede in provincia, ha effettuato vendite “in nero” per oltre 3 milioni di euro, omettendo di versare IVA dovuta per oltre 600.000 euro in relazione ai rapporti commerciali intrattenuti con 700 clienti finali (bar/ristoranti) operanti in 7 regioni.   Sono stati individuati anche 21 agenti della società verificata che hanno percepito le provigioni in nero riconosciute sulle cessioni dei prodotti ai clienti finali, effettuate per conto della società in argomento. Per mascherare le vendite in nero e regolarizzare il magazzino la società controllata ha emesso documenti di trasporto fittizi. Per questo motivo, il legale rappresentate della società, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Rimini per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ed è stata formulata nei suoi confronti una proposta di sequestro preventivo per circa 137.000 euro.

 

La Procura della Repubblica di Rimini, condividendo le prospettazioni investigative della Guardia di Finanza ha chiesto ed ottenuto dal G.I.P. DR. Emanuel BIANCHI un decreto di sequestro preventivo che i Finanzieri del Gruppo di Rimini, – coordinati sostituto procuratore Dr. Luca BERTUZZI, – hanno eseguito, sino alla concorrenza dell’importo evaso, nei confronti T.D. ,di anni 62, ritenuto responsabile della frode, con l’apposizione del blocco giudiziario a saldi di conto corrente, quote azionarie, strumenti finanziari, liquidità comunque riconducibili all’indagato, nonché per raggiungere l’importo a ristoro del debito tributario, a beni immobili e mobili.