Rimini. Intervento dei Consiglieri regionali Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi

follow link Rimini, 9 marzo 2018 – Emma Petitti, il nostro assessore territoriale in Regione, nella sua breve ma intensa pre-analisi del voto dice alcune cose condivisibili (serve un dibattito serio, profondo!) e altre che sarebbe stato opportuno puntualizzare, attendendo i momenti dedicati, interni al partito. Un passaggio però ci costringe a intervenire subito, augurandoci si tratti di un fraintendimento. Tacere su questo potrebbe significare condivisione e non lo è.

Va premesso che anche a Rimini, in Direzione, negli ultimi anni l’analisi sulle sconfitte locali non abbia sempre soddisfatto tutti. Ma, alla fine, ci è sempre stata un’apprezzabile assunzione collettiva di responsabilità. Nel passato recente abbiamo fatto così dopo le elezioni a Riccione, Coriano, Morciano, Cattolica. Oppure dopo la brusca frenata al processo regionale di riforme istituzionali, che proprio in provincia di Rimini ha fatto segnare gli stop più brucianti.

Quando parliamo non lo facciamo coi nostri nomi di battesimo, quelli sono incollati temporaneamente a un ruolo istituzionale. Ed è questa la cosa veramente sgradevole e fuori registro delle critiche dell’assessore Petitti: vi è, nei fatti, un attacco di un’istituzione verso un’altra per motivare uno “tsunami” che ha travolto il Pd dalla Sicilia alle Alpi. Non accade in nessun caso, per motivi che non varrebbe la pena neanche spiegare; figuriamoci poi se l’input alla base sono logiche interne a un partito, forse di corrente.

Tra le concause dell’insuccesso di domenica, sappiamo tutti che vi è anche l’esibizione di un tasso di litigiosità interna eccessivo. Dunque, ora più che mai, sarebbe il momento della responsabilità. Peraltro la data della Direzione è fissata; quello sarebbe stato il luogo e lo spazio in cui guardarsi in viso con franchezza fino a dirsi tutto, ricordando sempre che portiamo, alcuni di noi, pezzi di Istituzione sulle spalle.

Il vento nazionale è soffiato gelido e crudo a tutte le latitudini e le responsabilità sono senz’altro a livello centrale e non locale. La scheda e i simboli del centrosinistra erano gli stessi a Parma, Piacenza, Bologna, Ferrara, Cesena, Reggio Emilia… nella confinante Pesaro. Adesso cosa diremo che è finito il modello Parma, Piacenza, Ferrara, Cesena e via andare per migliaia di amministrazioni locali? A costo di ripeterci, ribadiamo che questo è il momento dell’analisi, anche impietosa, e insieme della compattezza e della responsabilità che portano a non polemizzare. Quando fa molto freddo, anche allentare un po’ la sciarpa rischia di essere un’azione autolesionista. Bisognerà lavorare sodo.

Riteniamo che per le Amministrative, per la Regione, nel 2019 la partita ci vedrà protagonisti con le nostre facce e i programmi chiari dei nostri candidati e sindaci, per le città e per la Regione con Bonaccini. E non basteranno candidati fantasmi qualsiasi, sospinti dai simboli nazionali, da parte di Lega e 5 Stelle. Il campo sarà un altro. Non scontato, certo, ma un altro.

Se abbiamo frainteso… beh… come non detto, ci chiariremo in direzione. Luogo dove riteniamo, anche qui con un distinguo dell’assessore Petitti, che il tema dell’eventuale sostegno a governi dei vincitori delle elezioni non si tira fuori per evitare il dibattito serio, ma va chiuso definitivamente e politicamente con un “no grazie”. Sarebbe auspicabile un congresso nazionale che possa portare a una candidatura unica, forte ed autorevole, con attorno una squadra di alto rango.

Intanto cogliamo l’occasione per ringraziare i tanti iscritti e militanti che si sono prodigati in una campagna elettorale dispendiosissima a livello di energie, ad iniziare dai candidati. In una campagna dal vento contrario che ha visto tanti, forse non tutti, metterci faccia, cuore e tempo. Questa volta non è andata ma possiamo rimetterci in piedi e ripartire. Per le elezioni dell’anno prossimo. A partire dai nostri bravi sindaci e dal presidente di Regione. Dipende da noi. Questa volta da tutti noi.

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Consiglieri regionali Pd