Rimini. La marcia delle donne porta fortuna ai Carabinieri: arrestato l’ennesimo spacciatore nel parco Cervi

Erano di servizio di scorta e viabilità al corteo contro la violenza sulle donne ieri pomeriggio i due Carabinieri motociclisti che ieri hanno tratto in arresto l’ennesimo spacciatore all’interno del Parco cervi.

Doveva essere solo un servizio di visibilità  che doveva assicurare un piacevole svolgimento del corteo con brevi soste nei punti più importanti del centro storico ma quando i due motociclisti sono giunti all’Arco di Augusto, ed il folto gruppo di persone ha preso invece la via Bastioni, per cercare di riprendere la testa del corteo sono entrati all’interno del Parco percorrendo a passo d’uomo la pista ciclabile. Giunti all’altezza dell’intersezione con via Calatafimi i militari hanno dapprima allontanato alcuni extracomunitari che sostavano  con fare sospetto nei pressi della fontana e poi, notando che il corteo proseguiva la marcia in maniera rallentata, decidevano di continuare superando il nuovo ponte di legno che sormonta la via Roma fino a giungere allo sgambatoio per cani. Qui i Carabinieri Motociclisti del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia si sono accorti che un giovane alla loro vista svuotava immediatamente le tasche gettando tra le siepi dei piccoli involucri colorati. Recuperato quanto disfatto e controllato il giovane, gli involucri sono risultate delle dosi di sostanza stupefacente di tipo marijuana pronti per la vendita al dettaglio. Circa 16 grammi complessivi. Sottoposto a perquisizione domiciliare, M.M., 21/enne di origini siciliane ma da anni riminese, veniva trovato in possesso di ulteriori 450 grammi circa del medesimo stupefacente, di cui in parti già diviso in dosi e parti in grosse buste. Sottoposto ad accertamento con il narcotest lo stupefacente è risultato di buona qualità, se fosse stato immesso sul mercato avrebbe fruttato circa 4 mila euro. Per il giovane sono scattate le manette con l’accusa di detenzione illegale di stupefacenti. Domani dovrà rispondere delle accuse di fronte all’Autorità Giudiziaria.