Rimini. “L’Altra Emilia Romagna si ripresenta ancora una volta collocandosi in maniera alternativa”

L’Altra Emilia Romagna si ripresenta ancora una volta collocandosi in maniera alternativa agli schieramenti politici che si contendono la regione
 
Dopo  anni di opposizione alla presente amministrazione il giudizio sulla presente presidenza resta negativo: negativo resta il giudizio verso le politiche ambientali, sociali e territoriali che hanno spianato la strada al sempre più crescente consenso verso la Lega, che resta il principale avversario ma che non può essere combattuta a prescindere dai contenuti.
 
Tanti sono gli esempi che si possono fare: in primis “l’Autonomia regionale” che legittima in un certo senso la famosa secessione che è ancora oggi nello statuto della Lega. Non si tratta solo di rottura dell’unità nazionale ma, anche, apertura a ulteriori privatizzazioni”.

 

L’altra Emilia Romagna vuole una regione giusta, per porre al centro il tema della giustizia sociale e dell’uguaglianza perché c’è chi – pur lavorando – resta povero. Giusta, ancora, perché una società dove le diseguaglianze siano ridotte al minimo.

 

Una regione pubblica, perché sanità, scuola e beni comuni devono essere messi al servizio dei cittadini e non di assicurazioni o azionisti che lucrano sui bisogni delle comunità, e sicura, perché sicurezza è quella di non rischiare la vita sul lavoro, un lavoro che dev’essere equamente retribuito, anche per le partite IVA e i rider; sicurezza è non respirare aria inquinata un giorno su tre e avere scuole, ospedali e posti di lavoro che non ti crollano in testa alla prima scossa.

 

Per questo il Partito Comunista Italiano sostiene l’Altra Emilia Romagna, per costruire assieme una strada alternativa a questo sistema.