Rimini. Maltrattamenti alla compagna: si chiude in bagno col figlio minore per sfuggire all’ira dell’uomo. Arrestato

LITIGA CON LA COMPAGNA: ARRESTATO DALLA POLIZIA DI STATO PER MALATRATTAMENTI UN UOMO DEL 1989

 

Gli uomini delle Volanti della Questura di Rimini nella mattinata di ieri hanno tratto in arresto un uomo del 1989 di origini campane, ma domiciliato a Rimini, in quanto responsabile di maltrattamenti nei confronti della compagna.

Alle ore 13.00 circa, la Sala Operativa della Polizia di Stato ha inviato un equipaggio delle Volanti presso un’abitazione di via Crispi da dove era giunta una segnalazione relativa a una lite violenta tra coniugi.

Giunti immediatamente sul posto, i poliziotti – già impegnati nel servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto ai reati predatori – subito contattavano la richiedente, sorella dell’arrestato, la quale, in compagnia del figlio minorenne, si trovava nell’androne della palazzina dell’appartamento in questione; gli agenti entravano all’appartamento posto al primo piano ed unica casa abitata dello stabile. Salendo per le scale i poliziotti hanno già potuto notare i segni di una lite violenta, in quanto sul primo pianerottolo era presente uno stendipanni rotto, con ancora alcuni vestiti ad asciugare e una volta all’interno dell’appartamento gli agenti hanno notato che pure la porta d’ingresso risultava spalancata e danneggiata nella parte inferiore.

All’interno della casa i poliziotti hanno trovato l’uomo arrestato e un altro uomo, il vicino di casa, che si era posto a protezione della porta del bagno, chiusa, benché danneggiata nella parte inferiore con segni corrispondenti ad un calcio violento: all’interno del bagno si era “riparata” la compagna di quell’uomo, che si era rinchiusa in bagno terrorizzata con il figlio neonato; la donna era tanto spaventata da non voler uscire da bagno neanche con la presenza dei poliziotti.

A quel punto gli agenti hanno invitato l’uomo a spostarsi in un’altra stanza dove è rimasto in compagnia di uno dei poliziotti; solo a quel punto, accertatasi che il suo compagno non fosse più presente nella cucina prospicente il bagno, la donna ha deciso di uscire dal luogo dove si era rifugiata.

Gli agenti hanno potuto quindi ricostruire quanto accaduto.

L’uomo arrestato è rientrato presso il suo appartamento dopo che tra lui e la compagna nella serata precedente si era consumata una lite a seguito della quale l’uomo era uscito; visto però che la discussione perdurava, l’uomo aveva deciso nuovamente di uscire dall’appartamento trascorrendo la notte fuori casa per poi ritornare proprio ieri alle ore 12:20.

Al rientro a casa, dato l’atteggiamento aggressivo dell’uomo, la sua compagna decideva di non far entrare il compagno nell’appartamento, circostanza che determinava tra i due un’ulteriore lite verbale con urla e minacce.

L’uomo vedendo che la compagna non aveva intenzione di aprirgli la porta di ingresso, accedeva all’interno del cortile del palazzo, scavalcando la recinzione danneggiandone la siepe e iniziando a minacciare a gran voce la donna che nel frattempo aveva contattato la sorella dell’arrestato (e segnalante) subito giunta sul posto.

Una volta nell’appartamento la segnalante ha parlato con la donna che, apparendo agitata e terrorizzata, indicava dal bagno il suo compagno che si era nascosto nel cortile. D’accordo con la donna, onde cercare di far calmare il fratello, la segnalante è scesa al piano inferiore aprendo la porta di servizio dello stabile. Nel frangente però l’uomo in preda all’ira non volendo sapere ragioni ha colpito con uno spintone violento la sorella facendola cadere a terra, battendo la schiena contro il pavimento, è ha subito iniziato a salire su per le scale seguito dalla sorella e dal nipote, i quali tentavano invano di arrestare la sua marcia;

L’uomo infatti riusciva a divincolarsi dalla presa della sorella rompendo nella foga lo stendi panni sul pianerottolo giungendo alla porta d’ingresso che la compagna, impaurita aveva chiuso. Nonostante la porta fosse chiusa, l’uomo, con forza riusciva ad avere la meglio sull’infisso accedendo nell’appartamento dove la donna, preso con sé il bambino, in preda al panico, tentava di rifugiarsi all’interno del bagno; fatto questo impedito dall’uomo che colpiva con un calcio la porta del bagno, accedendovi per poi prendere per i capelli la donna e colpirla con alcune manate, incurante che la donna avesse il piccolo figlio tra le braccia; il tutto nonostante i tentativi della sorella dell’uomo di fermarlo.

Quest’ultima vedendosi impossibilitata a placare il fratello si affacciava alla finestra chiedendo aiuto e diceva al figlio di chiamare la Polizia; il giovane scendeva in strada facendo entrare all’interno della struttura il vicino di casa che sentite le urla si era precipitato in soccorso della donna dicendo altresì alla moglie di contattare le forze di Polizia. Il vicino di casa si è quindi posto a protezione della porta del bagno che la donna riusciva a chiudere, frapponendosi tra l’uomo arrestato e la donna tentando invano di farlo ragionare.

Ricostruita la situazione, i poliziotti hanno quindi condotto l’uomo presso gli Uffici della Questura dove si è potuto accertare che già in passato era stato necessario un intervento del vicino per dirimere una lite violenta ed animata tra i due avvenuta quest’ultima in strada e che già in altra occasione l’uomo si era dimostrato violento ed aggressivo nei suoi confronti: in una occasione la donna era dovuta ricorrere al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rimini dove le venivano diagnosticate delle lesioni guaribili in giorni dieci di prognosi.

Al termine degli accertamenti l’uomo è stato quindi arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Rimini a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.