Rimini. Proseguono i controlli da parte del personale delle Volanti

Proseguono i controlli da parte del personale delle Volanti dei Reparti prevenzione crimine, unitamente all’unità cinofila della Polizia di Stato presso la stazione ferroviaria, nonché presso Borgo marina al fine di prevenire e a contrastare fenomeni di degrado urbano, reati contro la persona ed il patrimonio, nonché lo spaccio di sostanze stupefacenti e verificare l’osservanza da parte di cittadini stranieri del rispetto della vigente normativa inerente l’ingresso e la permanenza sul territorio nazionale.

 

Gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna e Reggio Emilia qui aggregati, durante i servizi di controllo del territorio hanno rintracciato in questo centro un cittadino italiano di 66 anni, hanno dato esecuzione a un provvedimento di Carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’appello di Bologna, dovendo il prevenuto espiare la pena residua di sei mesi di reclusione oltre al recupero della pena pecuniaria (multa di euro 600).

 

Gli stessi equipaggi hanno effettuato controlli anche presso strutture ricettive, tra queste si segnala quello effettuato presso un hotel sito in questa Via Faenza, dove venivano rintracciati nr. 2 cittadini albanesi, una donna di 35 anni e un uomo di 38. La donna, già espulsa dal territorio nazionale a seguito di decreto emesso dal Prefetto di Rimini e coattivamente allontanata attraverso la frontiera di Fiumicino, risultava essere rientrata in Italia senza la speciale autorizzazione del Ministero dell’Interno. Pertanto veniva tratta in arresto e ristretta presso le camere di sicurezza di questa Questura in attesa del rito per direttissima previsto per la mattinata odierna.

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Nella scorsa nottata, intorno alla mezzanotte, una pattuglia del reparto Prevenzione Crimine di Bologna durante il normale controllo del territorio nel percorrere questo Viale Regina Elena, incrociava un’autovettura Hyundai di colore rosso con a bordo due persone che alla vista dell’equipaggio improvvisamente aumentava l’andatura come a voler far perdere le proprie tracce. I poliziotti quindi cominciavano a seguirli; raggiunta, la Hyundai che in un primo momento rallentava la velocità improvvisamente, riaccelerava imboccando questo viale Mantova a tutta velocità; a questo punto rallentava nuovamente consentendo alla volante di intimargli l’ “ALT POLIZIA”; ma l’autovettura iniziava nuovamente la fuga per viale Mantova, imboccando via Marconi in direzione Riccione; l’auto senza porre attenzione né alle auto in transito tantomeno a quelle regolarmente parcheggiate, attraversava l’intersezione con via Martinelli incurante del rosso semaforico, ritornava su Viale Principe di Piemonte dove effettuava alcuni sorpassi e brusche frenate (incurante delle auto presenti dei numerosi passanti, dei curiosi, del centro abitato e delle ore notturne). Dopo aver diramato le descrizioni dell’auto in fuga, diverse pattuglie del reparto, delle volanti e della Polizia stradale si portavano in zona al fine di bloccare, in una manovra a tenaglia, l’auto con a bordo due giovani, che vistisi braccati, provavano un altro tentativo di fuga, lanciandosi a folle velocità ed in contromano in Viale Pescara per poi proseguire la fuga sino a Riccione prendendo anche vie in contromano.

A questo punto tenuto conto della condotta spropositata messa in atto dal giovane al volante dell’utilitaria rossa, che non si preoccupava di rispettare nessuna norma del codice della strada, attraversando intersezioni, vie cittadine e quant’altro senza alcuna precauzione, ponendo in pericolo la propria e l’altrui incolumità gli operatori hanno bloccato l’auto in fuga. L’auto di proprietà di una 61enne di Montescudo faceva perdere le proprie tracce ma i poliziotti recatosi nell’abitazione della donna, apprendevano che la macchina era stata presa dal figlio 38enne. La donna contattava telefonicamente il figlio chiedendogli di portarsi a casa il prima possibile e alle una circa, la Hyundai con a bordo il giovane, faceva rientro a casa dove vi era una pattuglia della Stradale e una delle Volanti. Gli operatori della stradale provvedevano a redigere un verbale per inottemperanza al Codice della Strada ed al ritiro della patente di guida per il sorpasso effettuato in corrispondenza di una intersezione mentre la volante procedeva denunciare in stato di libertà guida in stato di ebbrezza e alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti, oltre che per resistenza a P.U. considerata la condotta dell’automobilista che, alla guida dell’ autovettura, anziché fermarsi all’alt intimatogli dagli scriventi, si dava alla fuga ad altissima velocità

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Alle ore 17 circa di ieri, su disposizione della Sala Operativa una volante è stata inviata in via Caduti di Nassirya, presso uno noto centro commerciale “Le Befane” per un tentato furto aggravato commesso da due giovani ragazze. Giunti sul posto i poliziotti identificavano le ragazze, due diciottenni, una originaria della Albania e l’altra originaria della Romania le quali ammettevano di aver danneggiato gli antitaccheggi e di aver tentato di appropriarsi di alcuni capi di abbigliamento. A dare l’allarme è stata una commessa di un negozio sito all’interno del centro commerciale, la quale riferiva di aver notato le due giovani accedere al camerino del suo negozio con in spalle due zainetti. Quando le due uscivano dai camerini, la stessa faceva un controllo al locale e notava un anti taccheggio occultato sotto uno sgabello. Immediatamente raggiungeva le ragazze, che già erano uscite dal negozio, e chiedeva loro spiegazioni; queste ammettevano di aver staccato un antitaccheggio dalla maglia, in vendita al negozio Calliope, e di averla nascosta in uno zaino. La commessa chiedeva alle ragazze di farle vedere il contenuto dei due zaini e si accorgeva che all’interno vi erano altri capi d’abbigliamento di altre attività commerciali attigue. La commessa così, presi contatti con la sua titolare, faceva pagare il corrispettivo della maglia e conduceva le giovani presso un negozio lì vicino, da dove contattava la Polizia di Stato. Accompagnate in Questura per le formalità di rito le due giovani, incensurate, venivano denunciate in stato di libertà per il reato di tentato furto aggravato in concorso.