Rimini. Coronavirus: dall’Ausl circolare agli ospedali. Nel mondo contagio sempre più esteso

Coronavirus cinese. I cinque ospedali della provincia e tutti i medici hanno ricevuto dall’Ausl una circolare con le indicazioni da seguire in caso di epidemia. Viene spiegato in particolare come individuare un caso del nuovo coronavirus e cosa fare successivamente. Al momento tuttavia non si registra alcun caso sospetto nel Riminese, si tratta insomma della consueta prassi preventiva.

Intanto nel mondo si estende sempre di più il contagio per l’emergenza che arriva dalla città di Wuhan, in Cina. Il numero di contagiati così come i decessi aumentano di giorno in giorno. Secondo l’ultimo report ufficiale, i morti causati dal misterioso virus fino a questo momento sono 41 mentre i casi accertati sono oltre 1300. Lo stesso governo di Pechino ha deciso di estendere il cordone sanitario per circoscrivere il contagio coinvolgendo ben 56 miloni di persone. Nelle scorse ora infatti altre cinque città’ della provincia di Hubei sono state aggiunte alle 13 che erano già interessate dal cordone sanitario imposto dal governo. Le autorità hanno chiuso trasporti pubblici da e per le città’ a rischio e sono chiusi gli accessi autostradali che servono i vari conglomerati abitativi. Al momento sono dunque 18 le città’ dell’Hubei che hanno una qualche sorta di restrizione al movimento dei loro abitanti.

Non solo, la Cina ha inoltre ordinato misure a livello nazionale per identificare i casi sospetti su treni, aerei e autobus. Provvedimenti d’urgenza sono stati messi in campo a seguito dei continui casi di contagio riscontrati nel Paese e anche all’estero e dei decessi che ormai sono decine. Nelle ultime ore si è scoperto con certezza che il coronavirus di Wuhan è approdato anche in Europa con due casi accertati in Francia, uno a Bordeaux, nel sud-ovest, l’altro a Parigi. Entrambi erano stati in Cina nei giorni scorsi e ora sono in isolamento.”Probabilmente ce ne saranno altri”, ha messo in chiaro o stesso ministero della salute francese ricordando che i contagiati son stati a contatto con diverse persone prima di essere presi in cura e altri connazionali hanno viaggiato nel Paese asiatico nello stesso periodo. Del resto il visus era già stato individuato in precedenza in Usa e ora anche in Australia. Ad annunciarlo è stato il ministro della Sanità dello stato australiano di Victoria, Jenny Mikakos. Il paziente è un uomo sulla cinquantina, di nazionalità cinese, che è stato a Wuhan prima di tornare a Melbourne il 19 gennaio scorso. In una conferenza stampa Mikakos ha detto che il paziente è ricoverato in isolamento e le sue condizioni sono stabili. “È importante sottolineare che non c’èmotivo di allarme per la comunità”, ha aggiunto il Ministro.