Rimini. Scodinzolano, saltano e si rincorrono mentre giocano nel cortile del canile: entusiasmo e affetto contagiosi che, d’ora in poi, Barny e Coffe, trasmetteranno alle loro nuove famiglie d’adozione. Il fenomeno delle rinunce

Hanno trovato casa Barny e Coffe. Una gioia incontenibile, quella dell’adozione in una nuova famiglia, per la quale Tom, Ice e Magghy stanno ancora aspettano.

Sono settantasette in tutto i cani, come Barny e Coffe, che tramite il lavoro dei volontari del Canile Cerni di Rimini, hanno trovato una nuova casa nel 2019. Più del 50% degli ospiti fissi, sono cani di razza oggetto di rinuncia. Di queste, ben venti riguardano cani entrati in seguito alla rinuncia alla proprietà. Ormai da anni, infatti, i nuovi ingressi non sono più dovuti aal randagismo – un fenomeno ormai scomparso da  anni grazie alla sinergia e all’impegno di Ausl e Amministrazione comunale – ma da abbandono dei proprietari. Solo nel 2019 sono stati 19 i proprietari che hanno rinunciato al proprio cane e affidato al Canile Cerni. Un numero in linea con quello del 2018, quando le rinunce erano state 20,  e in diminuzione dal 2017, quando le rinunce arrivarono a 27. In media il 50 – 60% degli ospiti “fissi” del canile di Rimini sono cani di razza oggetto di rinuncia alla proprietà.

 

I perché delle rinunce

Alla base c’è spesso l’inesperienza e la non preparazione dei proprietari, e la mancanza di spazi adeguati. C’è anche chi rinuncia perchè non riesce più a gestire il cane, a volte a seguito di episodi di morsicature. Troppo spesso infatti  si compra o adotta un cane senza tenere conto  dei suoi effettivi bisogni (di movimento quotidiano, di spazi fisici in casa e in giardino, della necessità di avere compagnia durante il giorno). Quando i cani sono custoditi in modo non adatto alla loro natura, possono sviluppare comportamenti aggressivi e possono verificarsi episodi di morsicature nei confronti dei loro proprietari e di estranei.  La rieducazione di questi animali è un percorso che necessita tempo, competenze e costanza, ricreare un rapporto di fiducia in un cane che per molto tempo è stato sopraffatto, snaturalizzato, costretto a vivere in condizioni ambientali o sociali non idoneo è un impresa fatta di piccoli passi. I risultati ci sono quasi sempre ma a volte non sono sufficienti per poter poi affidare nuovamente l’animale ad una famiglia e il cane è così costretto a rimanere presso il Canile.

 

Le testimonianze

L’adozione di Coffe
“Ero alla ricerca di un cane, ne avevo assolutamente bisogno, il mio pastore tedesco mi aveva lasciato a vita migliore. Dopo il primo tentativo sbagliato, cercai diverse persone specializzate fino a trovare un istruttore Cinofilo tanto paziente ad ascoltarmi….
Andai al Canile di Rimini e vidi tanti cani, tanta compassione e spavento, perché mi fidavo solo del mio ex pastore….li avrei voluti quasi tutti, ma solo uno potevo.
Giorgio mi disse assicurandomi che potevo fidarmi di Coffe.L’inizio è stato abbastanza dura! Cecilia poi mi accompagnava tutti i giorni alle visite in canile per veder Coffe cercando di rassicurarmi dicendomi il comportamento che dovevo adottare. Ci ho messo tanto impegno e ne sono stata ricambiata 100 volte. Cento perché a oggi ogni volta che vedo Coffe (cane meticcio Maremmano) mi ripaga così tanto. Coffe è un cane affettuoso, intelligente, ubbidiente, giocherellone, attento alla guardia, tenerone e felice….grazie a tutti Voi per la cura che avete avuto nei miei confronti, per la gentilezza e capacità che avete avuto nella cessione per l’adozione, oltre alla cura che avete per tutti gli animali in canile.

Barny – Fred
Anche il nostro caro Barny, ora Fred, ha trovato casa e ha finalmente dato una svolta alla sua vita! Da una situazione di deprivazione totale a una famiglia piena di amore e giochi! Fred, che si è ambientato subito, è “proprio quello che mancava nella nostra famiglia”